| http://ifttt.com/images/no_image_card.png Tutti noi siamo abituati ad approcciare un vino, prima di tutto, carpendone informazioni e "segreti" dall'etichetta. Anche se non conosciamo il produttore (nella maggior parte dei casi è così), le informazioni in etichetta ci anticipano le caratteristiche del vino e, in modo piuttosto inconscio, ci condizionano fortemente circa la qualità del contenuto. Non ne siete convinti? Tutti noi eno-appassionati e pseudo-intenditori abbiamo maturato una più o meno lunga esperienza di assaggi e di esperienze che hanno, volenti o nolenti, costruito una serie di pre-concetti di cui siamo più o meno vittime inconsapevoli. In senso posistivo, un Brunello "deve essere ottimo", un Barolo è "il miglior vino italiano ma non si adatta facilmente al pasto a cui è abbinato", un Amarone "è squisito ma spesso troppo forte e corposo"; in senso opposto, per molti un Chianti "buono, ma sopravvalutato", un Nero d'Avola "bevibilissimo", un Morellino di Scansano "perfetto con ogni pietanza", una Barbera "grezza e spigolosa". La regione di provenienza, poi, ci prepara ad un determinato "gusto" e ci aiuta a giustificare, in taluni casi, un prezzo più o meno alto. La presenza di una qualsiasi fascetta di Denominazione "garantisce" un determinato livello qualitativo ma la sua assenza prepara alcuni di noi ad un assaggio scettico. Tutte queste informazioni, ricevute ed assimilate prima ancora di stappare la bottiglia, condizionano fortemente l'obiettività di giudizio rispetto al vino che andremo poi ad assaggiare. Come ovviare a questo inconveniente non da poco? Semplicemente provando a "destrutturare" il nostro palato e la nostra mente organizzando delle degustazioni alla cieca. Dal prossimo venerdì e per almeno quattro settimane, organizzerò delle serate di degustazione alla cieca presso un bel Ristorante di Milano che riserverà una sala a me e ai miei ospiti. Quattro vini rossi in assaggio, rigorosamente celando le bottiglie ai partecipanti e raccogliendo da loro impressioni e giuduzi tramite la compilazione di un semplice questionario. Conclusi i quattro assaggi, le bottiglie saranno svelate e si leggeranno i commenti dei presenti. Probabilmente, più di un partecipante chiederà di riassaggiare uno dei vini che più li ha colpiti (in senso positivo o negativo, poco cambia) per verificare se le impressioni precedenti saranno confermate. Sono curiosissimo di valutare gli esiti di queste serate ma, per fortuna, ormai manca pochissimo alla "prima". Sarà mia premura mantenerVi aggiornati sui risultati e sui commenti dei partecipanti! Prosit! via Ivan http://vinopassione.wordpress.com/2012/04/10/degustazioni-alla-cieca-la-mia-via-per-smontare-i-miti-moderni/ | |||
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