venerdì 5 ottobre 2012

tra le "figu" del nostro album

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E così Vinitaly è terminato. E' finita la manifestazione a Villa Favorita, è finito l'evento a Cerea. Giorni intensi, vino, vino ed ancora vino, ovunque ti giravi bottiglie, bicchieri, rossi, bianchi…ed alla fine della giornata ti sentivi trasportato dalle bollicine in un mondo disordinato di sapori e profumi da riorganizzare.

Tra tutto e tutti, però, mi torna e ritorna alla mente l'immagine instancabile di un produttore, Mauro Mascarello, che neanche fosse sfuggito alle parole di Dickens, è il ritratto di un passato, un presente e di giorni che verranno, come un Canto di Natale, fatti di soddisfazioni ed elogi dal mio piccolissimo punto di vista, del tutto meritati. Dalla Freisa ai Barolo Villero o Santo Stefano di Perno annata 2006-2007, passando per la Barbera d'Alba, una mano gentile ed elegante plasma vini dalla beva nobile ed accurata .  Lo so, chi di voi già conosce la splendida espressione langhetta del suo Barolo Monprivato Ca d'Morissio Riseva 2003,

che è valsa la menzione tra i migliori 100 vini per Wine Spectator qualche giorno fa, sa di cosa parlo e forse lo ritiene anche già letto, lo ritiene banale come concetto, ma io no. Per nulla scontato. Perchè? Intanto perchè a penetrare la lista dei cento migliori prodotti vinicoli italiani i nomi noti ed altisonanti appaiono decisamente più scontati, a ragione di sicuro, rispetto a quello del barolista Mascarello Giuseppe e Figli. Quindi perchè, pur non conoscendoci, ospitandoci nel suo stand come è dato fare, ha permesso ad Angela e a me, due perfette sconosciute per lui, di accedere all'intimo delle sue emozioni, di mostrare quanto commovente possa essere per un uomo l'affetto di un amico, quanto coinvolgenti possano essere le parole, lusinghiere e sentite, di chi dimostra di apprezzare il valore del proprio lavoro e forse quante lacrime possano invadere gli occhi al pensiero di un presente tanto elogiato e di un futuro invece ignoto ma su cui riporre la speranza. Nè vergogna nè malizia, forse un velo di imbarazzo, ma forse no, per quella commozione che credo sia l'ingrediente segreto per la riuscita tanto invadente quanto celata delle proprie fatiche.

Per noi, così, le passioni valgono un posto in prima fila, tra le "figu" del nostro album…

…la fortuna è che non ci son doppioni!

Silvia Di Stefano



via fuoripascoli
http://fuoripascoli.com/2012/03/29/975/




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